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| L'advisory board, una guida discreta |
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Nei consigli di amministrazione delle aziende italiane private, soprattutto di quelle di media e piccola dimensione, siedono di solito i soci stessi o i familiari. E’ abbastanza naturale. Il consiglio d’amministrazione è l’organo a cui è affidata la gestione della società ed il titolare dell’azienda vuol essere lì dove si prendono le decisioni che riguardano il proprio capitale. Ma cosa succede se i proprietari non hanno tutte le conoscenze che servono a garantire all’impresa la competitività? O se si devono trovare dei successori in famiglia? Gli amministratori esterni, a meno dello storico commercialista che ha visto i figli nascere e segue l’azienda dalla sua fondazione, non sono ben visti: troppo ingombranti, troppo invadenti. Non sia mai che poi vogliano dire la loro. Il nostro imprenditore ama stare al timone. E’ per questo motivo che anche i manager fanno fatica ad entrare. La proprietà può allora integrare le competenze mancanti formando un advisory board, termine anglosassone che indica un comitato, ma anche un singolo individuo, che supporta il vertice aziendale. L’advisory board è meno strutturato e formale di un consiglio di amministrazione, ma può trattare gli stessi temi, come ad esempio la formulazione della politica, le scelte strategiche, la supervisione generale, il controllo della salute economica e finanziaria. I suoi membri non sono esecutivi, non svolgono funzioni direttive ma agiscono da opinionisti, suggeritori, esortatori. Per l’imprenditore è un bel vantaggio. Il comitato dei consiglieri ha esperienza e la condivide con la direzione ma è discreto, trasparente. Sostiene ma non decide dal momento che non ne ha l’autorità. Quando formare un advisory board? Di quante persone deve essere composto? Per non creare sovrapposizioni è buona regola affidare ad ogni advisor un’unica area funzionale. Tuttavia, dato che le decisioni rimangono in capo al consiglio d’amministrazione, non va esclusa l’ipotesi di coinvolgere più esperti nella stessa specialità, se si pensa che dal confronto nascano le migliori idee. Come trovare i componenti? Dovendo scegliere persone fidate, andrà definito un percorso di avvicinamento e conoscenza. Come deve essere organizzato un advisory board? I membri dell’advisory board interagiscono con l’azienda nel corso di riunioni programmate, in genere una volta ogni trimestre. In linea di massima ogni riunione ha la durata di una mezza giornata e si conclude con un pranzo o con una cena. L’azienda dovrebbe nominare una persona per l’organizzazione degli incontri, la redazione dell’ordine del giorno, la registrazione dei dibattiti. Come vengono remunerati gli advisor? Qualche consiglio utile
Le aziende iscritte ad Espertinrete possono richiedere maggiori informazioni e assistenza per la formazione del proprio advisory board a sostegno del titolare o del consiglio d’amministrazione.
Stefano Terlizzi |
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